UBUFABRE. La consegna del Premio Ubu 2016 a Jan Fabre a Bologna

programma UbuFabre

«I miei spettacoli si situano nel campo di tensione tra la libertà e il determinismo» afferma Jan Fabre, al quale Ubulibri ha dedicato due volumi tra il 2008 e il 2010. Protagonista indiscusso della scena artistica mondiale, Fabre è autore di un teatro della fisicità percorso da corpi come macchine desideranti. I suoi spettacoli – come le istallazioni, i disegni o le sculture – vivono di una maniacale fiducia nella percezione della forma liberata dalle specificità di linguaggio. L’arte, il teatro, la danza, la scrittura, nella sua personale alchimia estetica, cospirano con un’idea di bellezza intrisa di morte e vulnerabilità, afflato vitalistico e grottesco, satira e alienazione.

UBUFABRE è un’iniziativa dell’Associazione Ubu per Franco Quadri – dedicata all’opera del grande critico e editore – che tra i suoi principi culturali inserisce la creazione di contesti in cui attivare uno scambio diretto con i più grandi artisti di quest’epoca. Artisti innovativi e scomodi quanto dirompenti e magnetici. Come l’anno scorso fu per Christoph Marthaler, è quest’anno Jan Fabre a ritirare l’ambito Premio Ubu – assegnatogli in gennaio dal voto di circa sessanta critici teatrali. Il Premio gli verrà consegnato nel corso di una due giorni di incontro e presentazione di film a lui dedicati, lunedì 10 e martedì 11 aprile a Bologna, in collaborazione con Teatro Comunale di Bologna Fondazione, Fondazione Cineteca di Bologna, Accademia delle Belle Arti di Bologna. Con il patrocinio del Comune di Bologna.

  • I film

Lunedì 10 aprile alle 16.00, presso l’Accademia di Belle Arti (in via delle Belle Arti 54), verrà proiettato Jan Fabre. Beyond the Artist di Giulio Boato (Francia, Belgio; 52’; 2015; v.o. inglese e francese, con sottotitoli in italiano).
Molte opere sono state pubblicate sul lavoro di Jan Fabre considerato nelle sue specifiche dimensioni di artista visivo, regista, coreografo, scenografo, performer; ma non era ancora stato prodotto un documentario sulla sua figura di artista polivalente. Il film è costruito attorno alle interviste allo stesso Fabre, a Georges Banu (critico teatrale), Vincent Baudriller (ex co-direttore del Festival d’Avignon), Jan Dekeyser (architetto del laboratorio/teatro di Fabre) e Rudolf Rach (editore di Fabre in Francia). Le immagini di 12 spettacoli, 5 esposizioni e decine di disegni, modelli e sculture si incastonano tra le parole dei diversi intervistati, tracciando le linee di un ritratto composito di uno degli artisti più discussi degli ultimi decenni.
Il film sarà introdotto dal regista Giulio Boato in dialogo con Piersandra Di Matteo.

Presentato insieme con Cineteca di Bologna in prima nazionale martedì 11 aprile alle 20 al Cinema Lumière (in piazzetta Pier Paolo Pasolini, 2), SURRENDER di Phil Griffin, testimonia le prove di MOUNT OLYMPUS. To Glorify the Cult of Tragedy. A 24-hour Performance, spettacolo-capolavoro realizzato nel 2015 nel teatro-laboratorio dell’artista fiammingo, ad Anversa, coinvolgendo 27 performer per 12 mesi (lo spettacolo è stato presentato in esclusiva per l’Italia al Romaeuropa Festival).
Il regista britannico Phil Griffin, ex danzatore di Fabre (The Dance Sections, 1987), ha seguito personalmente gli ultimi 4 mesi di prove, camera alla mano: ha filmato i performer, muovendosi sul palco con loro, ma anche le osservazioni del regista, le conversazioni con il cast, i dubbi collettivi. Ha documentato sempre da solo, per non influenzare il processo creativo. Inoltre, ha condotto tre conversazioni approfondite con Fabre: una durante le prove, una in seguito al debutto e l’ultima dopo un anno di tournée. I temi delle discussioni non vertono mai esplicitamente sullo spettacolo, ma spaziano sulla filosofia e la poetica dell’artista, e la sua funzione nella società. Il montaggio della grande massa di materiali ottenuta è durato più di un anno: in collaborazione con il montatore Giulio Boato, Griffin ha ricostruito una nuova drammaturgia, diversa da quella dello spettacolo eppure fondata sulle medesime immagini. Dal dialogo tra le parole di Fabre e le riprese delle prove, filmate spesso a pochi centimetri dalla pelle degli attori, è nato Surrender: un film che non è solo un documento unico di un irripetibile processo creativo, ma una rielaborazione artistica dell’energia collettiva che caratterizza la creazione teatrale, quando il risultato non è ancora una certezza (Gran Bretagna, Belgio; 117’; 2017; v.o. inglese, con sottotitoli in italiano).
Surrender sarà introdotto da Jan Fabre e Phil Griffin in dialogo con Enrico Pitozzi.

  • L’incontro

L’opera del regista e coreografo belga, una delle forme esemplari della nostra epoca, sarà oggetto dell’incontro TRA CAOS E DISCIPLINA, che si terrà martedì 11 aprile alle 16.00 presso il Foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna (in piazza Verdi), a cura di Piersandra Di Matteo (teorico delle arti performative), durante il quale verrà consegnato all’artista belga il Premio Ubu 2016 per MOUNT OLYMPUS. To Glorify the Cult of Tragedy. Quello di Fabre è un universo artistico che interroga radicalmente l’essere umano attraverso un richiamo alle tradizioni occidentali che muovono dai rituali primordiali, alla tragedia greca, dai drammi medioevali agli amati pittori fiamminghi. L’esperienza profonda del corpo, vissuta per mezzo dei danzatori e performer con cui lavora, è un’offensiva lanciata allo spettatore, una strategia in cui lo choc del dolore, l’appello alla violenza e ai sogni divengono porta d’accesso per un approdo catartico.
Al tavolo con Fabre e Di Matteo, anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Bologna Bruna Gambarelli, il Sovrintendente del Teatro Comunale Nicola Sani e il Direttore di Romaeuropa Festival Fabrizio Grifasi.

Jan-Fabre-c-Lieven-Hereman-2013Jan Fabre

Regista teatrale, autore e artista visivo (Anversa, 1958), è considerato tra i più innovativi della sua generazione. Dopo gli studi all’Istituto di Arti Decorative e all’Accademia Reale di Belle Arti di Anversa, si afferma nel proprio paese e all’estero, ancora giovanissimo, per alcune performance dal tratto provocatorio, come Money performances, in cui brucia denaro per disegnare con le ceneri. Il corpo, in ogni sua forma, è al centro della sua ricerca fin dai primi anni Ottanta. This is Theatre Like it Was to Be Expected and Foreseen (1982) e The Power of Theatrical Madness (1984) appaiono sulla scena internazionale operando un taglio netto con le convenzioni teatrali e esplorando possibilità coreografiche radicali come mezzo per riportare in vita la danza classica.
Autore anche di testi destinati al teatro, le sue scritture rappresentano una collezione eccezionale di miniature, marcate da uno stile che rispecchia la sua concezione del teatro come forma d’arte onnicomprensiva nella quale il discorso rappresenta uno degli elementi della scena insieme a danza, musica, performance e improvvisazione. Oltre alla sua produzione per il teatro e per il teatro d’Opera — Orgy of Tolerance, Tannhäuser, Prometheus landschape II — Fabre si è rivelato un maestro nella creazione di performance soliste con la serie Warriors of BeautyQuando l’uomo principale è una donnaPreparatio Mortis, per citarne solo due, fanno tuttora parte del repertorio della sua compagnia Troubleyn/Jan Fabre, basata ad Anversa.
L’artista sta attualmente lavorando alla nuova creazione dal titolo Belgian Rules/Belgium Rules. Sulle orme dell’omaggio che Fellini ha fatto a Roma, Fabre propone un “selfie teatrale” della sua terra natale, nel quale celebrerà il potere sovversivo dell’immaginazione e l’arte. Dopo l’avant-première al Napoli Teatro Festival (luglio), Romaeuropa Festival, realtà da anni attenta al lavoro del regista fiammingo, presenterà il debutto dell’opera compiuta (settembre).


L’Associazione Ubu per Franco Quadri

Nata nel 2012, l’Associazione si propone di dare continuità alle linee guida dell’opera del grande critico e editore teatrale, nel campo della scena, dell’editoria e della critica, oltre che della formazione e dell’internazionalità. Accanto alla cura dei Premi Ubu e dell’Archivio Franco Quadri-Ubulibri, accanto alla partecipazione ad alcune pubblicazioni e alla creazione del Premio Franco Quadri, l’Associazione sta avviando nuovi progetti nella città di Bologna.

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