Bologna Dance Advice: gli spettacoli di febbraio e marzo

La danza, nei prossimi mesi, un po’ ci mancherà a Bologna. Pochi e concentrati, a febbraio e marzo tornano alcuni appuntamenti che, di consueto, in questo periodo dell’anno Emilia Romagna Teatro Fondazione, Il Centro La Soffitta dell’Università di Bologna, Teatro Betti di Casalecchio, Teatro Duse, Teatro Comunale e in via eccezionale anche Vie Festival offrono agli appassionati di danza bolognesi che sempre più raramente, rispetto ai cittadini di altre province emiliane, vedono passare in città eccellenze della scena contemporanea di rilevanza internazionale.

A prima vista, quelle “date imperdibili” un po’ ci mancano. E a dirla tutta ci mancano anche le occasioni speciali di confronto diretto con gli artisti organizzate da La Soffitta di un tempo o la ricerca di fenomeni di sperimentazione e mescolamento della danza e arti performative che Vie Festival ha da sempre proposto. Segnaliamo che quest’anno i due presentano un’ottima idea di programma in parte condiviso che si focalizza sull’autorialità italiana, ma che in entrambi i casi speravamo sarebbe potuto essere un po’ più frizzante e generoso.

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Aldes, foto di Paolo Porto

Prima data che segnaliamo su Bologna è venerdì 22 febbraio con lo spettacolo di Roberto Castello e della compagnia ALDES dal titolo palindromo In Girum Imus Nocte et Consumimur Igni, in scena al Teatro di Casalecchio Laura Betti alle ore 21. Un viaggio ipnotico «nella parte buia della vita umana che si consuma con fatica, con compulsivi tic e frenesia in un dormiveglia grottesco» (ne abbiamo parlato qui).

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Chicos Mambo

Nella speranza che si ritrovi presto il furgone che trasportava i caratteristici costumi di scena, rubato durante la notte dell’11 febbraio a Milano, la compagnia al maschile CHICOS MAMBO capitanata dal coreografo Philippe Lafeuille è in programma sabato 30 marzo (non più mercoledì 27 febbraio)Lo spettacolo Tutu ben si inserisce nel tipico programma del Teatro Duse: pregno di ironia e riferimenti al repertorio classico e moderno della danza occidentale, il gruppo spagnolo ricorda altre compagnie che giocano con i meccanismi della parodia, ma -pluripremiato dalla critica- lo spettacolo pare essere un must see per finezza e libera creatività.

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Svetlana Zakharova, foto di Batyr Annadurdyev

Conclude il nostro calendario di febbraio il primo spettacolo dell’attesissima stagione danza del Teatro Comunale di Bologna: una scelta importante che sottolinea la necessità di puntare i riflettori sulla grande danza classica, moderna e contemporanea. La prima data ci regala un nome impareggiabile del Balletto, forse ormai un po’ sorpassato da nuove generazioni di danzatori dall’espressività, tecnica e genio straordinari, ma sempre incantevole. Sarebbe dovuta essere sul palco infatti il 27 e 28 febbraio SVETLANA ZAKHAROVA con Amore, che per motivi di salute dell’artista è stato rinviato al 14 e 15 ottobre. Il trittico composto da Francesca da Rimini, Rain Before it falls e Strokes throught the tail ci incuriosisce specialmente per il confronto dell’etoile russa con le tre firme coreografiche di Yuri Possokhov, Patrick de Bana e dell’eclettica Marguerite Donlon. Ci auguriamo che questo ritorno della stagione di danza possa essere il primo lancio di una partita più coraggiosa, puntando sempre all’eccellenza ma con uno sguardo più globale rivolto all’innovazione e contemporaneità.

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Marco D’Agostin, foto di Alice Brazzit

Ad aprire il cartellone danza di marzo è il connubio Soffitta/Vie Festival – Emilia Romagna Teatro con First Love, un elogio alla nostalgia del primo amore che lega la passione per la disciplina dello sci di fondo al coreografo e interprete MARCO D’AGOSTIN, in bilico tra arte e agonismo. Il giovane artista italiano vincitore del Premio Ubu 2018 come Miglior Performer Under 35 sarà in scena negli spazi del DamsLab di Piazzetta Pier Paolo Pasolini il 6 marzo alle 19:30.

Vie Festival nella sua sezione Danza propone nella stessa giornata, alle ore 21, anche lo spettacolo fresco di debutto Joie De Vivre di SIMONA BERTOZZI (di cui abbiamo parlato qui) al Teatro Arena del Sole. Altro spettacolo che segnaliamo all’interno del festival internazionale della scena contemporanea, è I’m Europe (9 e 10 marzo al Teatro Arena del Sole). Qui la danza non è protagonista ma “filtro drammaturgico”, impersonata dal coreografo Nir de Volff che è stato parte del gruppo di creazione -insieme ad artisti provenienti da discipline diverse- dello spettacolo diretto da Falk Richter sul concetto di famiglia e identità riletto attraverso gli occhi di artisti cresciuti e formatisi nell’Europa odierna.

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Carolyn Carlson, fotogramma di Undici Onde (1981)

Il Centro La Soffitta, invece, inserisce lo spettacolo di D’Agostin in un progetto unico dal titolo La danza in Italia nel Novecento e oltre: teorie, pratiche e identità che si articola in spettacolo, due videoproiezioni e un immancabile omonimo convegno di studi.

L’appuntamento a ingresso libero con le videoproiezioni si svolgerà martedì 12 marzo con BALLETTO (E) CONTEMPORANEO, sul tema della rilettura del balletto da parte delle sperimentazioni francesi e statunitensi contemporanee, e martedì 19 marzo con ONDE D’AUTORE, focus sui principali nomi icone della danza contemporanea autoriale in Italia negli anni 80 e 90. Entrambe le videoproiezioni si svolgeranno alle ore 17 nella Sala seminari del DamsLab e sono introdotte da Elena Cervellati, Enrico Coffetti e Giulia Taddeo, in collaborazione con l’archivio milanese di Cro.Me. Cronaca e Memoria dello Spettacolo.
Segue il convegno di studi, in programma in più fasce orarie da giovedì 28 a sabato 30 marzo a ingresso libero che mira a stimolare una riflessione attorno alla creazione coreografica contemporanea dal secolo scorso a oggi e in particolare in Italia, attraverso numerosi interventi che attingono da studi teorici, esperienze organizzative e artistiche, la formulazione di un curioso “glossario d’autore” e incursioni danzate di Adriana Borriello, Simona Bertozzi e altri (tutti gli orari e i nomi dei partecipanti al convegno a questo link).

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Nadia Beugré, Quartiers Libres

Infine segnaliamo tre appuntamenti del secondo anno di Atlas of Transitions Biennale, promosso da Emilia Romagna Teatro, che per il 2019 sceglie di indagare il confine tra arte e attivismo concentrandosi su artiste donne, aprendo alla città uno scorcio sul dialogo tra le arti performative e sulla sperimentazione e intitolando il programma di questa edizione HOME: tra le proposte citiamo Nadia Beugré con Quartiers Libres (2 e 3 marzo al DamsLab), Dorothée Munyaneza con Samedi Détente (3 marzo a Teatri di Vita) e Fatoumata Bagayoko con la performance Fatou t’as tout fait (8 e 10 marzo al DamsLab).

Presto on line le nostre segnalazioni dei prossimi mesi, stay tuned!


Alice Murtas

 

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