C’era una volta il teatro… Alternative ai tempi del COVID-19

Si parla di quasi 20 milioni di danni per il mondo dello spettacolo. Si parla di migliaia di posti di lavoro a rischio, di un contagio del virus diffuso tra danzatori e attori. Si parla di un progressivo e deleterio allontanamento del pubblico che farà fatica nuovamente a ritrovare fiducia nel teatro.   
Mentre tutto è bloccato, scossi dall’ansia per il futuro della cultura (degli italiani) in Italia, si regalano card museali; altri promettono biglietti a un euro. E nel frattempo? A svuotarsi, forse, in questi giorni non sono solo i teatri, ma le menti.
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Serve ora più che mai ingegnarsi, mettere insieme forze e risorse, recuperare strategie e proposte innovative che qualcuno ha accantonato per mancanza di tempi, fondi o necessità, e che forse alcuni neppure hanno preso mai in considerazione.
Come ben sappiamo, e come ci ricorda Arthur Taylor, docente dell’American University di Washington e autore di
The Artful Manager, la tecnologia partecipativa e l’arte hanno la stessa carica dirompente, capaci di comunicare e connettere. E se finora noi, mondo dello spettacolo eternamente in crisi, abbiamo tendenzialmente visto l’evoluzione tecnologica come un oggetto distante da cui trarre piccole sperimentazioni per il marketing culturale, ma posti sempre sulla difensiva, ora più che mai giunge il momento di abbracciare l’opportunità di queste trasformazioni attraverso le piattaforme on demand, il potenziale dei social network e lo streaming.
Perché dunque in una fase di estreme distanze, difficoltà e paure, non mettiamo da parte gli istintivi allarmismi e proviamo a generare alternative strategie di comunicazione e diffusione della cultura che consentano ai professionisti di mantenere il proprio posto di lavoro, di generarne dei nuovi e al pubblico di non dimenticarsi della cultura e dell’arte attraverso un’accessibile fruizione che tanto ci preoccupa, almeno in questi giorni di forzate quarantene?
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Un esempio estero da seguire? Per la danza certamente MARQUEE TV, valido rimpiazzo al posto in platea, anche se mai eguagliabile, e ottima alternativa alle proposte mainstream di Netflix o altri siti on demand di cinema e serie tv.  Tra i teatri che hanno aderito ci sono il Sadler’s Wells di Londra, il Bolshoi di Mosca, il Teatro Real di Madrid, il Royal Opera House e altri, anche se ancora troppo pochi, con spettacoli integrali ripresi da eccellenti regie fruibili in HD. L’interfaccia è molto simile ai principali VOD: divisione per generi (opera, balletto, danza contemporanea, prosa, documentari), scorrimento orizzontale, creazione di lista di favoriti e la possibilità di accedervi con un abbonamento annuale o mensile al costo di neppure 10 € (ovvero 8 £). Assolutamente da segnalare la presenza di veri e propri film di danza contemporanea, firmati da artisti difficilmente visibili in Italia anche senza emergenza Coronavirus (come 40M Under di Alexander Ekman), o le produzioni di Alonzo King – Lines Ballet le cui date in Italia sono  appunto saltate. Schermata 2020-03-05 alle 23.06.10

Allo stesso modo OperaVision – nata sull’esperienza di OperaPlatform- propone dal 2015 un canale esclusivamente dedicato alla fruizione della lirica, sostenuto dal programma Europa Creativa e raccoglie spettacoli proposti da 29 enti tra teatri e festival provenienti da 17 paesi dell’Unione Europea (tra cui numerosi enti italiani, primo fra tutti il Teatro Regio di Torino). La visione è totalmente gratuita e collegata a link youtube, spesso in alta definizione. Arricchiscono il sito un archivio di libretti e approfondimenti con un blog speciale per appassionati e uno per “beginners” al primo approccio con l’Opera. 

operastreaming.aiE in Italia? Ci è voluto un po’ ma lo spettacolo dal vivo si è aperto a nuovi orizzonti di sguardo grazie a Opera Streaming. La piattaforma digitale, nata nel 2019 da un progetto iniziato con TeatroNet e a cura dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, consente la trasmissione in streaming di spettacoli (per ora solo lirici) grazie a una sinergica azione di rete che vede protagonisti la Fondazione Lirico Sinfonica Bolognese, i Teatri di Tradizione di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Ravenna, il Teatro Galli di Rimini insieme al Centro di e-learning Edunova (UNIMORE), realtà all’avanguardia nel settore della produzione video. Erano 8 gli spettacoli in programma, di cui finora ne abbiamo appena visti la metà.  Sarebbe un vero peccato, se non un paradosso, annullarne il cartellone proprio ora…

Il progetto di Opera Streaming, oltre a essere uno straordinario potenziale archivio consultabile, si presenta come un primo passo verso questa trasversale e innovativa modalità di godere di uno spettacolo, condividerlo e commentarlo in diretta, o come valida alternativa alla situazione critica che si prospetta in questi giorni… Ma si preannuncia anche come operazione urgente e inevitabile, a prescindere dalle emergenze, per crescere e sviluppare nuove figure lavorative parallele al settore della promozione dello spettacolo dal vivo (possibilmente anche del teatro di figura e di danza), per alimentarne strategie e visionarietà e consentire così a un settore fragile come il nostro di trovare le risorse per fortificarsi e migliorarsi, per non fermare l’arte.

 


Alice Murtas

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