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Illustrazione di Chiara Miceli

Cofondata da quattro “giovani attiviste” delle arti performative, Alessandra Corsini, Camilla Guarino, Alice Murtas e Cristina Tacconi, l’Ass. Cult. Refusi e Contrari nasce nel 2015 a Bologna dimostrandosi fin da subito attiva e capace di anticipare tendenze e visioni nel mondo della comunicazione di danza, e occupandosi della sua divulgazione specialmente attraverso BlaubArt – Dance webzine, blog di danza che si impegna nella promozione e nella critica delle performing art e progetti di audience development ed engagement per favorire un dialogo tra realtà, istituzioni culturali e pubblici diversi. Grazie alla sua costante attività sul territorio che si declina in tipologie variabili di progetti afferenti tra loro, BlaubArt ha valicato i confini della città di Bologna attraverso partnership regionali, nazionali e internazionali.

Con BlauLab, concept che da due anni porta a Bologna il meglio della danza contemporanea e della performing art internazionale, sono state organizzate masterclass intensive per professionisti e amatori per conoscere attraverso un dialogo orizzontale e aperto le poetiche di artisti ( come A. Sciarroni, D. Valrosso, C.Rizzo, S. Gribaudi, D. Ninarello, etc). Un percorso che si è incrociato con gli artisti del Gender Bender Festival 2017/2018 (Igor&Moreno, Carlos Pons Guerra, Oona Doherty, Shailesh Bahoran, Chiara Bersani, etc) e che si è concluso con un format originale che ha riscosso grande successo – patrocinato dal Comune di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna – portando per la prima volta in Italia il Jan Fabre Teaching Group (tre giorni di full-immersion sulla poetica dell’artista, incontri con appassionati e operatori, proiezioni di documentari in prima nazionale).
Importante altra iniziativa è Dance on the road, nata in collaborazione con Ravenna Festival e il Teatro Comunale di Ferrara, che permette di mobilitare il pubblico bolognese in città limitrofe, difficilmente raggiungibili e carenti di mezzi pubblici, per la visione di spettacoli firmati dai più importanti coreografi internazionali.
Numerose anche le azioni di media partnership e di audience development per rassegne e festival importanti (Agorà – Emilia Romagna, Mosaico Danza – Piemonte, TDance – Val D’Aosta, FIND – Sardegna, ZED – Emilia Romagna).
Svolge inoltre attività seminariali e di formazione del pubblico e giovani aspiranti critici/blogger (Ipercinetica, Bologna, 2016 – Rethinking Bodies, Cagliari, 2017) aprendo un dialogo attivo con l’Università di Bologna e tirocini curriculari per gli studenti che abbiano il desiderio di cimentarsi nell’organizzazione di eventi in collaborazione con Festival ed Enti teatrali e/o nella scrittura critica studiando e trovando insieme nuove modalità di sguardo e comunicazione della danza.

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Forse è stata la passione per la danza, forse la bottiglia di vino stappata mentre si parlava di danza, forse la voglia di scrivere di danza, forse la danza e basta, a farci unire.
Siamo quattro giovani donne con la barba (blù) che si sono incontrate casualmente in vari laboratori di critica teatrale (Nelle pieghe del corpo, Per uno spettatore critico-Vie Festival, La danza nella città-Biennale Danza con la supervisione del critico teatrale Massimo Marino e AltreVelocità).
Cosa siamo realmente non lo sappiamo ancora bene, ci stiamo lavorando per scoprirlo.
Abbiamo creato BlaubArt perché sentivamo di doverlo fare, di dover parlare di un’arte che ha bisogno di essere sostenuta. Blaubart è una fiaba di Charles Perrault che parla di un uomo malvagio e delle sue numerose mogli le cui morti verranno poi rivendicate da una donna coraggiosa, la stessa fiaba che Pina Bausch, coreografa del Novecento che ha unito danza e teatro, ha voluto raccontare attraverso il corpo nel 1977. Come dice la danzatrice tedesca: «Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti». Speriamo fortemente di riuscire a trovare altre modalità oltre la parola e il corpo per diffondere la straordinarietà universale della danza e che questo progetto possa riuscire a trasmettere, con i limiti della scrittura, la bellezza e l’incanto che solo questa disciplina può esprimere.
La danza alimenta il nostro lato più infantile, è il gioco che ci ha spinto a iniziare il nostro racconto per regalarci la possibilità di sognare un lieto fine in un mondo pieno di storie e bisognoso di favole.

BlaubArt

Con il sostegno di ENDAS – Emilia Romagna
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